Negli ultimi tempi, si è diffusa l’idea innovativa del “Fotovoltaico in Cloud”, un concetto che sfida le convenzioni tradizionali dell’energia solare. Ma è davvero la panacea per il futuro energetico o una moda passeggera?
Scrivendo su Google “Fotovoltaico in Cloud” uno dei primi risultati che compaiono è il progetto proposto da Esserenergia, il braccio consumer di Veos Spa.
Questa giovane azienda, fondata da Orlandi, Albani e Ricciuti, fondatori di Sorgenia – azienda che opera nel mercato libero dell’energia elettrica e del gas naturale – offre un approccio rivoluzionario all’energia solare.
Scopriamo insieme di cosa si tratta.


Fotovoltaico in Cloud: come funziona?
Questa innovativa soluzione consente agli utenti di noleggiare una quota di produzione da un parco agrifotovoltaico di proprietà di un’azienda, piuttosto che da impianti installati su tetti o terreni. Funziona in modo simile al concetto di cloud nel settore informatico, in cui chi non vuole gestire server in casa si affida a un’infrastruttura in cloud.
Nel contesto del fotovoltaico in cloud, le famiglie stimano i propri consumi annuali, noleggiano una porzione di produzione fotovoltaica e pagano un importo fisso. Questo fornisce loro un quantitativo di energia annuale, gratuito e fruibile 24 ore su 24.
Questo nuovo modello consente alle famiglie di godere dei benefici dell’energia solare senza i vincoli e gli oneri associati all’installazione e alla manutenzione di impianti tradizionali.
Fotovoltaico in Cloud: aspetti da considerare
Uno dei benefici fondamentali offerti dal fotovoltaico in cloud è la sua accessibilità all’energia solare indipendentemente dalla posizione geografica, eliminando completamente i costi iniziali legati all’acquisto, all’installazione e alla manutenzione degli impianti fotovoltaici.
Questo modello innovativo garantisce un approvvigionamento costante di energia, particolarmente prezioso in luoghi con condizioni climatiche variabili, superando così le sfide che possono essere incontrate da un impianto tradizionale.
La stima annuale dell’energia viene fornita mensilmente alla famiglia, consentendo un consumo flessibile. Qualora la quantità di energia stimata non venisse interamente utilizzata in un mese, il surplus sarà disponibile per l’utilizzo nel mese successivo.
D’altro canto, se l’energia stimata non dovesse essere sufficiente, questa potrà essere acquistata dalla rete e verrà riflessa sulla bolletta, seguendo il modello operativo degli impianti fotovoltaici tradizionali.

Conclusioni
In definitiva, questo modello rappresenta forse il futuro dell’energia, incorporando la logica delle comunità energetiche e offrendo un’alternativa ai tradizionali impianti fotovoltaici.
Questo nuovo approccio al fotovoltaico non esclude la possibilità di ingresso nel mercato libero dell’energia elettrica di nuove aziende, che potranno porsi da un lato come noleggiatrici dei pannelli fotovoltaici, e dall’atro come nuovi fornitori di energia elettrica.
Non consigliamo specificamente di aderire a offerte specifiche, ma reputiamo che sia sempre saggio valutare attentamente tutti gli aspetti economici e le condizioni contrattuali prima di prendere una decisione.


