Come ottenere i contributi INAIL 2025 per rimuovere l’amianto e installare un impianto fotovoltaico aziendale in Piemonte?
Hai un vecchio tetto in eternit sul capannone? Nel 2026 la sostituzione della copertura può essere collegata a un progetto fotovoltaico aziendale, riducendo anche la bolletta elettrica.
Il riferimento principale è il Bando ISI 2025 dell’INAIL. Per il Piemonte sono stati stanziati inizialmente 45.516.069 euro complessivi, di cui 12.709.587 euro destinati all’Asse 3 per la bonifica dei materiali contenenti amianto.
L’agevolazione può coprire una parte rilevante delle spese per rimozione, smaltimento e rifacimento del tetto. Il fotovoltaico può essere inserito come intervento aggiuntivo, ma entro limiti precisi.
Vuoi sapere se puoi rimuovere l'amianto e installare il fotovoltaico?
Quanto finanzia il Bando ISI per la bonifica dell’amianto?
Per i progetti dell’Asse 3, il contributo a fondo perduto è pari al 65% delle spese ammissibili, calcolate al netto dell’IVA. Il finanziamento può andare da un minimo di 5.000 euro a un massimo di 130.000 euro.
Nel caso delle coperture, l’INAIL riconosce un valore limite di 60 euro al metro quadrato per la bonifica e il rifacimento.
Possono rientrare:
- la rimozione;
- la nuova copertura:
- gli elementi edili accessori;
- l’allestimento del cantiere;
- le opere provvisionali;
- i lavori in sicurezza e la predisposizione del piano di lavoro.
Non vengono invece finanziati il rifacimento o il consolidamento delle strutture portanti, delle travature, dei solai e delle orditure del tetto.
Il bando finanzia la rimozione dell’amianto con il successivo trasporto e conferimento a un impianto autorizzato. Sono esclusi l’incapsulamento, il confinamento, la rimozione senza smaltimento e il semplice conferimento di materiali già rimossi.
Scarica qui la nostra brochure per il fotovoltaico aziendale
Scarica la nostra guida in *.pdf dedicata alla business experience per installazione fotovoltaico aziendale in Piemonte.
Fotovoltaico sulla nuova copertura: come funziona?
L’impianto fotovoltaico è ammesso come intervento aggiuntivo al progetto principale. I pannelli e le strutture di sostegno devono essere installati sulla nuova copertura realizzata al posto di quella contenente amianto. Può rientrare anche un sistema di accumulo collegato all’impianto.
La potenza nominale dell’impianto fotovoltaico ammesso come intervento aggiuntivo non può superare 20 kW. Nei capannoni con consumi elevati questa potenza potrebbe coprire soltanto una parte del fabbisogno. L’eventuale realizzazione di un impianto più grande o di un successivo ampliamento deve essere valutata separatamente, verificandone compatibilità, tempistiche e modalità di finanziamento.
L’intervento aggiuntivo può essere finanziato fino all’80% del suo valore. Il contributo non può superare 20.000 euro e deve comunque rientrare nel massimale complessivo di 130.000 euro.
Non è quindi corretto sommare automaticamente 130.000 euro per la bonifica e altri 20.000 euro per il fotovoltaico. La quota disponibile si calcola sottraendo dal massimale quanto richiesto per il progetto principale.
Vuoi capire quali spese possono rientrare nel progetto?
Bandi cumulabili: si possono davvero azzerare i costi?
Il finanziamento ISI è compatibile con altre misure sostenute da risorse pubbliche, nel rispetto delle norme nazionali ed europee e delle regole previste dal regime di aiuto applicabile. Sugli stessi costi ammissibili, il cumulo non può determinare il superamento dell’intensità o dell’importo massimo di aiuto consentito. La compatibilità con eventuali agevolazioni fiscali deve essere verificata caso per caso con il consulente dell’impresa.
Prima della domanda bisogna quindi chiarire quali costi vengono attribuiti alla bonifica, quali al rifacimento del tetto, quali al fotovoltaico e quali restano fuori dal bando.
Parlare di bonifica a costo zero è corretto solo dopo avere esaminato il caso concreto. Il risultato dipende dalla superficie, dai preventivi, dalle spese riconosciute, dal massimale disponibile e dalla possibilità di utilizzare altre misure senza violare il divieto di doppio finanziamento.
Quando il fotovoltaico aziendale è ideale?
Il dato decisivo per il fotovoltaico aziendale è l’autoconsumo: più energia viene utilizzata direttamente dall’azienda mentre i pannelli producono, maggiore è il risparmio sulla quota acquistata dalla rete.
Il fotovoltaico tende a funzionare bene per officine e carrozzerie, laboratori, magazzini e fabbriche, strutture ricettive e ristoranti, attività artigianali e imprese produttive che consumano energia durante il giorno. Il dimensionamento deve partire dalle bollette e dai profili di consumo. Un impianto troppo piccolo incide poco sulla spesa energetica; uno sovradimensionato può produrre energia che l’impresa non riesce a utilizzare nel momento giusto.
Non esiste quindi una potenza adatta a tutte le aziende. Consumi annuali, orari di lavoro, costo dell’energia, orientamento del tetto, ombreggiamenti e superficie disponibile devono essere analizzati prima di preparare il preventivo.
Vuoi approfondire il fotovoltaico per la tua azienda?
La convenienza di un impianto fotovoltaico non dipende soltanto dalla superficie disponibile sul tetto. Per valutare correttamente l’investimento bisogna analizzare i consumi, gli orari di lavoro, la percentuale di autoconsumo, l’eventuale sistema di accumulo e le agevolazioni applicabili.
Consulta la nostra guida completa al fotovoltaico per aziende in Piemonte per approfondire risparmio in bolletta, dimensionamento dell’impianto, incentivi 2026 e tempo di rientro dell’investimento.
Requisiti e documenti da controllare
La fase di compilazione e registrazione delle domande per il Bando ISI 2025 si è conclusa alle ore 18:00 del 28 maggio 2026. I requisiti indicati di seguito riguardano quindi le imprese che hanno presentato la domanda entro il termine previsto e che stanno proseguendo nelle successive fasi della procedura.
Per partecipare al bando, l’intervento di rimozione dell’amianto doveva riguardare il luogo di lavoro nel quale l’impresa svolge la propria attività. L’azienda doveva inoltre avere la disponibilità dell’immobile da almeno tre anni, calcolati al 31 dicembre 2025.
Poteva presentare domanda anche un’impresa che utilizzasse il capannone in locazione. Non era invece ammesso al contributo il proprietario che aveva affittato l’intero immobile a un’altra azienda e non lo utilizzava direttamente per la propria attività.
Per accedere alla procedura era necessario raggiungere il punteggio minimo di 130 punti. Il punteggio veniva calcolato considerando le caratteristiche dell’impresa, la tipologia di intervento, le certificazioni possedute e gli eventuali bonus previsti a livello regionale.
Per le imprese ammesse o inserite negli elenchi provvisori restano da verificare la regolarità contributiva, la documentazione fotografica, le analisi dei materiali contenenti amianto, la perizia asseverata, i preventivi, le autorizzazioni edilizie e il rispetto delle tempistiche indicate dall’INAIL.
La rimozione deve essere affidata a operatori qualificati e iscritti all’Albo Nazionale Gestori Ambientali nelle categorie 10A o 10B per la bonifica e nella categoria 5 per il trasporto. In linea generale, la copertura deve essere rimossa per intero, salvo i casi di locazione parziale previsti dall’Allegato 3.
L’avvio anticipato dei lavori, la firma di ordini vincolanti o l’acquisto dei materiali prima della data ammessa dal bando possono compromettere il finanziamento. Prima di procedere è quindi necessario verificare che ogni spesa e ogni attività rispettino le condizioni previste dall’avviso.
Scadenze INAIL 2026
La fase di compilazione e registrazione delle domande per il Bando ISI 2025 si è conclusa alle ore 18:00 del 28 maggio 2026. Per le imprese già presenti negli elenchi provvisori No Click Day, il termine per caricare la documentazione a completamento della domanda è fissato alle ore 18:00 del 9 settembre 2026, pena la decadenza.
Il prossimo aggiornamento del calendario è previsto entro il 29 luglio 2026. Questa data non rappresenta una riapertura del bando, ma il termine entro il quale INAIL pubblicherà le informazioni relative alle successive fasi della procedura.
È quindi opportuno controllare la pagina ufficiale INAIL e non basarsi su riepiloghi pubblicati prima degli ultimi aggiornamenti.
Bonifica amianto e fotovoltaico aziendale in Piemonte
Un progetto corretto di bonifica amianto e fotovoltaico aziendale parte da due analisi svolte insieme. La prima riguarda il tetto: superficie, stato dell’amianto, struttura portante, nuova copertura e sicurezza del cantiere. La seconda riguarda l’energia: consumi annui, orari di lavoro, potenza disponibile, produzione attesa e autoconsumo.
Green Plus Impianti, con sede a Pianezza, parte dal sopralluogo, dalle bollette e dalle caratteristiche della copertura. Su questa base valuta la potenza del fotovoltaico, l’eventuale accumulo, il risparmio possibile e il tempo di rientro dell’investimento.
A tal proposito è bene specificare che i tecnici Green Plus Impianti , in fase di sopralluogo, effettuano sempre una stima delle tempistiche di rientro dell’investimento, indicando in quanti anni l’impianto verrà ripagato.
Prenota un sopralluogo gratuito
Conclusioni
Rimuovere una copertura in eternit e installare il fotovoltaico può risolvere due esigenze di business con un solo progetto: mettere in sicurezza il capannone e ridurre la dipendenza dalla rete elettrica.
Il Bando ISI 2025 può finanziare il 65% delle spese ammissibili per la bonifica e, entro il massimale complessivo, fino all’80% dell’intervento fotovoltaico aggiuntivo. Il risultato dipende però dalla progettazione, dalla documentazione e dal coordinamento tra impresa di bonifica, progettista, installatore e consulenti.
Il primo passo non è scegliere il numero di pannelli. È verificare il tetto, i consumi reali e le condizioni del bando prima di avviare qualsiasi spesa.


